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Migliori attrazioni romantici in Milano

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Il primo nucleo del Castello fu concepito nel 1368 da Gian Galeazzo Visconti con funzioni difensive. Il successore Gian Galeazzo lo fece ampliare dall'architetto militare Magatti. Nel 1447 venne distrutto, e in seguito, tra il 1450 al 1500, per volere di Francesco Sforza, durante la sua signoria a Milano, vengono svolti lavori di ricostruzione e ampliamento. Il Castello è un quadrilatero di circa duecento metri per lato, con quattro torri angolari e un fossato divisorio. Negli anni viene adeguato a nuove esigenze residenziali con ricche decorazioni e l'introduzione di altre torri. Nell'ultimo decennio del 1440 Ludovico il Moro commissiona interventi perfino a Leonardo e Bramante. Nel 1500, con la caduta della signoria sforzesca, l'edificio torna alle funzioni militari con ulteriori trasformazioni fino a diventare, nel tempo, rudere. Nel 1893, grazie all'architetto Beltrami e a dieci anni di lavori, il castello viene reintegrato nelle sue parti monumentali e gradualmente, vengono collocate, al suo interno, istituzioni culturali e raccolte d'Arte. Restaurato dopo la guerra, simboleggia la volontà di rinascita dei musei civici. Visite guidate, biblioteche, musei. Ingresso: Libero, Ingresso al museo: EUR 3.

Prese il posto dell'antica Piazza d'Armi. Fu realizzato a partire dal 1890 su progetto dell'architetto Alemagna. Di tipo romantico, con distribuzione "all'inglese". Diventa già all'epoca della sua realizazione sede di iniziative pubbliche a carattere espositivo come Esposizioni Riunite del 1894 e l'Esposizione Internazionale del 1906 di cui rimane come testimonianza funzionante il padiglione l'Acquario. Ai suoi confini sorge il Palazzo dell'Arte, edificato nel 1931 su progetto dell'architetto Giovanni Muzio, sede della Triennale di Milano e la Torre del Parco, progettata nel 1933 da Giò Ponti. Lambisce il Castello, l'Arena, l'Arco della Pace, lo scalo delle Ferrovie Nord. Ricco di alberi come: olmi, faggi, platani, pini, robinie, pioppi, querce rosse, tigli, cedri del Libano.Si estende su una superficie di 450.000 metri quadrati. Da segnalare: la Fontana dei Bagni Misteriosi, opera del pittore De Chirico e il ponte delle Sirenette, in ghisa, trasportato nel parco quando il Naviglio fu interrato.

Nell'ampio invaso cittadino della Darsena confluisce il Naviglio Grande: iniziato nel 1177 e prolungato fino a Milano nel 1257 fu il primo dei canali milanesi e costituì una delle opere di ingegneria più rilevanti del medioevo in Lombardia. Il Naviglio Grande, diramazione del Ticino, da cui si stacca presso Tornavento, entrava in città dopo un percorso di quasi cinquanta chilometri ed ha svolto per secoli un ruolo fondamentale nell'economia milanese collegando il centro urbano alla grande rete fluviale lombarda (sono entrati da qui i grandi blocchi rosati di marmo di Candoglia usati per la costruzione del Duomo). Oggigiorno ha quasi del tutto perso la sua natura di collegamento commerciale: uscendo dalla Darsena, lungo l'Alzaia del Naviglio Grande, la grande edilizia d'abitazione a corte con ringhiere del primo Novecento, i laboratori artigianali, gli antichi barconi (trasformati in bar), i numerosi luoghi di ristoro e più esternamente le signorili ville di campagna (soprattutto tra Abbiategrasso e Robecco sul Naviglio) costituiscono una delle mete turistiche più caratteristiche ed inconsuete della città. Da non perdere una breve sosta presso vicolo Lavandai: l'antica tettoia con travi in legno del lavatoio rappresenta una suggestiva immagine di una Milano scomparsa.

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